Una risata fa davvero bene alla salute L'ennesima conferma dal Giappone: i bimbi allattati da mamme «allegre» stanno meglio
Un esempio coinvolgente
E se fosse davvero una bella risata il vero elisir di lunga vita? A sostenere la piacevole ipotesi stavolta è una ricerca giapponese, secondo la quale «sganasciarsi» fa bene praticamente a tutto l'organismo e regala anni di vita. L'indagine è stata condotta da studiosi dell'ospedale Moriguchi-Keijinkai, di Osaka, che hanno arruolato un gruppo di neomadri con bimbi colpiti da eczema. Ad alcune è stato fatto vedere un film di Charlie Chaplin, ad altre un documentario sul tempo. Ovviamente solo le prime hanno riso : i piccoli nutriti con il latte di mamme «allegre», hanno manifestato meno reazioni allergiche. «I risultati ottenuti - spiegano i ricercatori - mostrano che le risate delle mamme possono essere d'aiuto nella terapia dei bimbi con eczema». La ricerca, che si è guadagnata le pagine del quotidiano britannico «The Independent», non è l'unica a evidenziare gli effetti positivi che il buonumore ha sulla salute e sulla longevità, in particolare contrastando disturbi come ipertensione, influenza, artrite, malattie cardiache e diabete. Non a caso le infermiere del Nhs, il servizio sanitario britannico, stanno cominciando a seguire veri e propri «corsi di risata» , per rendere gli ospedali più confortevoli e meno deprimenti.
I BENEFICI IN RASSEGNA - Il quotidiano inglese ha colto anche la palla al balzo per passare in rassegna una lunga serie di ricerche, a partire da quest'ultimo studio giapponese, sulla «terapia del sorriso». Tutte sembrano giungere alle stesse conclusioni: ridere aumenta l'attività delle cellule immunitarie dette «natural killer», potenzia la capacità di combattere i radicali liberi, abbassa i livelli di cortisolo, uno degli ormoni dello stress. Non solo: ridurrebbe anche sostanze chiave di processi infiammatori, che sono probabilmente all'origine di diverse malattia, dall'artrite ai tumori.
L'iniziativa è stata resa nota durante l'inaugurazione del 13/o Convegno internazionale dei pagliacci a Città del Messico, al quale hanno partecipato oltre 500 clown.
Un'incontro che si concluderà oggi, dove i pagliacci potranno seguire corsi di aggiornamento sulle più disparate discipline della risata, dalla giocoleria alla mimica, passando per le tecniche di trucco a quelle della recitazione.
«Desideriamo che il nostro lavoro sia riconosciuto come una professione - ha dichiarato il pagliaccio Jaime Segobia, noto in Messico con il soprannome di Pingo - non solo per poter guadagnare di più, ma anche perchè il pubblico possa riconoscerne il valore».